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Riforma Pensioni 2014/2015: ultime news per precoci, usuranti e disagiati

Pensioni 2014 / 2015: per i lavoratori esodati, precoci e usuranti, in arrivo abolizione della legge Fornero?

Potrebbe arrivare una svolta inattesa quanto imprevedibile sul delicato tema dei lavoratori rimasti disagiati in seguito all'approvazione della legge Fornero avvenuta nel 2011. Secondo quanto certificato dalla Cassazione, il numero di firme necessarie per poter indire un referendum sull'abrogazione della suddetta normativa sarebbe arrivato al punto di svolta. La Lega Nord e Matteo Salvini avrebbero infatti raggiunto le 500.000 registrazioni necessarie per poter avere l'approvazione della Corte Costituzionale. È chiaro che se non dovessero esserci altri intoppi, nella prossima primavera si potrà decidere il destino della legge 214 del 2011. Resta implicito che stiamo parlando di una platea molto ampia di possibili destinatari. Dai lavoratori esodati, rimasti senza possibilità di avere un reddito da lavoro e allo stesso tempo senza l'erogazione di una pensione. Costoro vivono attualmente in una sorta di limbo a scadenza, tanto che la sesta salvaguardia attualmente in vigore li proteggerà solo fino al 2016. Ma in situazioni molto simili si trovano anche i lavoratori precoci, che dopo quattro decenni di versamenti si vedono ancora negare l'accesso all'Inps per motivi anagrafici. O chi ha svolto lavori usuranti e non dispone più della salute necessaria per continuare a lavorare. E non parliamo degli insegnanti e dei lavoratori ATA quota 96 della scuola, che sono stati di fatto estromessi dal diritto al pensionamento già maturato.

Referendum su abrogazione legge Fornero renderebbe superflue misure per pensione anticipata

Se fosse effettivamente possibile arrivare ad un referendum sulla legge Fornero del 2011, resta evidente che l'esito sarebbe alquanto scontato. A questo punto, tutti i discorsi in essere sulla pensione anticipata con Quota 100, sulle mini pensioni o su altre strategie di contenimento del disagio sociale verrebbero meno, anche se resterebbe un dubbio di fondo. Il costo per l'abolizione sarebbe davvero sostenibile per il bilancio pubblico? Se la risposta è sì, dove saranno reperite le risorse, visto che a tutt'oggi non risulta possibile nemmeno stanziare nuovi fondi per le situazioni di maggior emergenza e precarietà? Restiamo a disposizione con i commenti per dare voce alle vostre opinioni in merito; se invece desiderate restare aggiornati, potete inserire la vostra email nel campo "seguimi", presente in alto.

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