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Pensioni 2014: anticipata per precoci, usuranti, Quota 96 e disagiati. Ultime news

Riforma Pensioni 2014: ultime news sui lavoratori disagiati

Resta molto caldo il tema dei lavoratori disagiati, che in seguito alla Riforma Fornero del 2011 sono rimasti bloccati in una sorta di limbo, senza possibilità di accedere al pensionamento INPS e in alcuni casi addirittura senza lavoro, mentre i più fortunati (ovviamente il termine è utilizzato in senso ironico) sono stati costretti a rimanere bloccati per anni sul mondo del lavoro. Per chi non sapesse di cosa stiamo parlando, basta fare qualche esempio pratico per comprendere la gravità della situazione. Stiamo parlando dei lavoratori precoci, rimasti bloccati fuori dalle tutele previdenziali nonostante quattro decenni di versamenti, per il fatto di aver iniziato a lavorare in età molto giovane. Caso simile per chi ha svolto lavori usuranti, ed ora si trova a non avere le forze fisiche per poter continuare nella propria attività. In condizioni quasi surreali sono poi i cosiddetti Quota 96 della scuola, insegnanti e lavoratori ATA che avrebbero già maturato il diritto al pensionamento, ma che a causa della legge Fornero devono necessariamente proseguire la propria attività tra i banchi scolastici, in alcuni casi perfino per sette anni. Ma a trovarsi in difficoltà sono in generale tutti coloro che sono rimasti bloccati fuori dall'Inps io età avanzata, a causa dell'irrigidimento dei parametri di accesso.

Progetto Damiano Bis e Mini pensioni: ecco le proposte al vaglio dei legislatori

Nel frattempo proseguono anche le misure di studio che potrebbero essere adottate per gestire una situazione tanto difficile come quella appena descritta. Il Neo Commissario Inps Tiziano Treu ha ribadito la necessità di flessibilizzare l'accesso al pensionamento, dopo che aveva già confermato questo indirizzo il suo predecessore Vittorio Conti. La sua proposta consiste nelle mini - pensioni, ovvero nel garantire l'accesso alla previdenza con tre anni di anticipo grazie a un prestito pensionistico, che però il futuro pensionato dovrà restituire con delle trattenute dalla pensione futura. Discorso diverso viene fatto da Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera dei Deputati, che dopo la bocciatura della sua precedente idea di pensionamento con 62 anni di età e 35 anni di contribuzione, non si lascia demoralizzare e torna la carica. La nuova idea di Damiano consiste nella quota 100, ovvero nel proporre la possibilità di accedere all'Inps con la quota 100: ad esempio, 42 anni di contribuzione e 58 anni di età, oppure 40 anni di contribuzione e 60 anni di età, e così via.

La reazione delle persone sul prepensionamento: inaccettabile

Il vantaggio delle proposte appena elencate è evidente: le casse pubbliche potrebbero riuscire a risolvere le situazioni più critiche senza avere pesanti ricadute in termini economici. Ma il problema resta dei pensionati, tanto che sul web esprimono con forza la propria contrarietà. Basta leggere i commenti rilasciati sui principali giornali italiani per capire che la proposta è vissuta con molta insofferenza. E voi, cosa pensate al riguardo? Fateci sapere la vostra opinione con un commento nel blog; se invece desiderate restare aggiornati potete iscrivervi alla newsletter inserendo la vostra mail nel campo "seguimi" in alto a sinistra.

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